DISIMPARARE.
Iniziamo dall’inizio.
Non si può parlare d’arte senza tenere fermo e saldo nella nostra mente l’Antico.
Non c’è arte che possa essere compresa senza guardare alle radici perfette.
L’arte contemporanea più estrema ad esempio, quella che fa indignare per la sua estenuante semplicità e fa pronunciare la fatidica frase “lo potevo fare anche io, anzi lo facevo meglio”, ebbene quell’arte contemporanea li è infarcita di arte classica.
Ve ne siete mai accorti?
Ah, per inciso con arte classica o con il termine “antico” mi riferisco al mondo Greco ovviamente.
L’arte è prodotto dell’uomo, parla dell’uomo, delle passioni, delle paure, delle fragilità, delle angosce .
Nei secoli a cambiare è stato lo scenario, i nostri vestiti, la lingua si è modificata, il gusto, ma l’UOMO ha amato, sofferto, gioito, temuto la morte, conosciuto il fervore delle idee,fallito, ha tradito o è stato tradito, ha creduto, ha glorificato Dio, ha temuto la morte, tutto sempre allo stesso modo.
Ecco perchè inizio così.
Voglio parlare di questa universalità e del legame infinito tra tutte le opere.Categorizziamo in correnti, in periodi, in scuole e senza dubbio questo ci aiuta ad avere le idee più chiare, ma NO, non esiste nessuna periodizzazione che regga al legame che si stabilisce tra le immagini.
Le immagini prodotte dall’uomo, siano esse sculture, fotografie, pitture ecc. vivono in un tempo magico,circolare.
Smettiamo di collocare il tempo dell’arte in quello della storia, quello della periodizzazione lineare del prima e del dopo, quello che ci hanno insegnato a scuola;studiare leggere, occuparsi di arte, implica DISIMPARARE gli schemi dati e non accettare le cose “perchè cosi è e si deve fare”, solo in questo modo, con amore e pazienza VEDRAI.
Maria laura Trevisi