Disorientato.
Sta così l’osservatore davanti l’opera di Anish Kapoor “Dark brother” Al Museo Madre di Napoli.
Cosa sto guardando?
Un buco sul pavimento?
Un tappeto rettangolare?
E se è una cavità quanto è profonda?
Squarcia il bianco del pavimento con un violento contrasto cromatico.
È calda? È fredda? Sembra un ventre materno. O forse è un passaggio per scendere nel buio.
Che paura laggiù!….
Ma Insomma!
È un tappeto o un buco?
Tirerò una monetina come si fa con la fontana di Trevi perché il dubbio mi sta stuzzicando.
E puff. Ecco il piccolo tonfo metallico della monetina sul fondo, come in un pozzo secco.
Cavolo,allora veramente era un buco profondo!
Come possiamo dire che l’arte contemporanea è banale?
Si lo potevi fare anche tu, ma ci hai pensato?
E quanto apre la tua mente questo piccolo indovinello, questa piccola ambiguità ?
Che ti fa frugare nel portafogli, che ti disturba perché non ci piace non avere chiaro tutto e subito.
L’arte contemporanea è semplice,ma ha l’essenziale.
Ti include dentro, ti provoca interrogativi, ti scuote e disorienta dall’equilibro rassicurante che ti sei costruito.
Conoscerla ti affascinerà.
Consiglio di vedere l’opera dal vivo perché offre un esperienza sensoriale affascinante.
Maria laura Trevisi
La descrizione e spiegazione dell’opera suscita forte curiosità di vederla dal vivo
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