Confronti.

La visita alla quadreria del Pio Monte della Misericordia è stata un’esperienza viva e stimolante e non solo per i capolavori secolari, che vivono nella loro coltre di indiscussa  bellezza, ma per alcune opere di arte contemporanea che sono ospitate nelle sale del museo.

 Sono sempre profondamente felice quando vedo le opere contemporanee di artisti nuovi in contesti  così connotati e inviolabili, queste collocazioni infatti  danno sempre frutto a felici innesti.                                          

Molto spesso il pregiudizio legato all’arte contemporanea, è “lo posso fare anche io, anzi lo faccio meglio”.
Abbiamo l’abitudine di pensare che l’opera d’arte debba essere una pièce di abilità e virtuosismo pittorico scuoltoreo o che debba somigliare al vero, ma l’arte contemporanea proprio non è così, e già per questo ci sta antipatica e poi abbiamo la convinzione che per capirla bisogna avere chissà quale informazione o chiave segreta.
Per questo l’arte contemporanea è spesso guardata con rabbia: “sono quattro stracci e sono pure per pochi”.
Invece è molto più di quello che crediamo, è un invito a partecipare, a rompere la sacralità dei musei, quel distacco che al contrario è imposto volente o nolente dalla soggezione inevitabile dell’arte, se vogliamo,”tradizionale”.
A mio parere invece, l’arte contemporanea è molto più umana, molto più a misura, con riferimenti infiniti e figlia e nipote di tutto il malloppo immenso e grandioso della storia dell’arte di sempre.
È di tutti, è per tutti, basta avere un cuore sensibile e ricettivo, basta lasciarsi andare.
Quest’opera in particolare mi ha colpito, degna di vivere in un contesto così consacrato quale è il Pio Monte della Misericordia.
E non ho paura di affiancarla a questa Deposizione di cui ho parlato settimana scorsa.
Vi sembra forse un dramma diverso?
Un’opera di religiosità immensa, che ha la stessa forza cruenta di una flagellazione, una crocifissione tradizionale, una salita al calvario, solo che non è didascalica e questo non lo accettiamo o ci disturba.
Ma è solo pregiudizio, per questo non riusciamo a “vedere”.
Qua c’è l’uomo, c’è Cristo, la Maddalena, i centurioni, c’è il sangue degli innocenti di ogni tempo, degli eccidi, delle morti ingiuste, ci sono i titoli di giornale dei nostri giorni, le stragi inspiegabili, ci sono le guerre, e i sacrifici dell’UOMO.
L’abbraccio verso tutto questo è universale e riguarda NOI.
Profondamente umano.
Profondamente Eterno.

2 pensieri riguardo “Confronti.

  1. Effettivamente l’opera trasmette tutto quello che è stato “sapientemente” descritto e spiegato, ma personalmente preferisco le Opere Classiche, probabilmente dovrei essere “educata” ad osservare un Opera d’Arte Contemporanea senza alcun “pregiudizio”.

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  2. Effettivamente l’opera trasmette tutto quello che è stato “sapientemente” descritto e spiegato, ma personalmente preferisco le Opere Classiche, probabilmente dovrei essere “educata” ad osservare un’ Opera d’Arte Contemporanea senza alcun “pregiudizio”.

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