Leggiamo i simboli.

  • Oggi ho passato tutto il giorno in mezzo scartoffie medievali e in particolare mi è ricapitata tra le mani questa meravigliosa crocifissione del IX secolo.
  • È parte delle pitture della cripta del monastero di San Vincenzo al Volturno.
  • L’ arte medievale è uno scrigno meraviglioso di simboli e di colori, di figure arcaiche, diavoli variopinti e santi con le aureole.
  • Siamo abituati poco ad osservarla attentamente e si studia quasi sempre in modo un po’ meccanico e scolastico.
  • Per questo ho preso in considerazione questa immagine: perché ci sono tanti particolari curiosi, che possono stuzzicare anche l’occhio meno interessato.
  • Al centro campeggia un Cristo crocifisso, ai lati il sole si eclissa e così compare la Luna, come riporta Marco nel Vangelo : “venuta l’ora sesta si fece buio su tutta la terra fino l’ora nona”
  • Al lato San Giovanni che si porta la mano al volto in segno di disperazione e la Vergine tutta coperta da un manto purpureo porge le mani velate al figlio.
  • Le mani velate presso la corte bizantina erano simbolo di riverenza verso il sovrano, la Vergine con questo gesto riconosce la regalità di Cristo.
  • Infine una figura inginocchiata in preghiera; si tratta di un personaggio tonsurato, da questo capiamo che è un monaco, la testa è racchiusa in un nimbo rettangolare. Quando vediamo questo elemento vuol dire che il personaggio rappresentato era vivo nel momento in cui è stata eseguita l’ opera.
  • Un’iscrizione ci dice che il personaggio è Epifanio, abate di San Vincenzo al Volturno fra L’ 824 e l’842, in questo modo potremmo datare in modo sicuro la pittura.
  • Maria laura Trevisi
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